In treno.
Nella mia stessa carrozza viaggia un gruppo di ragazze – 27-30 anni – in fibrillazione per la vacanza che le attende a Gallipoli. Ognuna ha dettagliato alle altre cosa ha in valigia, come lo ha abbinato e in quali fasce orarie lo indosserà.
Una, in particolare, ha raccontato alle amiche che ieri si è recata al centro commerciale Roma Est e ha cercato – invano – una pochette rosa, ma “di un rosa…come faccio a spiegarti?…anticato: capito?”.

Le osservavo prima, mentre cercavano di sistemarsi al proprio posto, senza riuscirci, perché in possesso di valigie di dimensioni giustificabili solo a fronte di un’emigrazione per motivi di lavoro e oltreoceano. Valigie che hanno dovuto lasciare lungo il corridoio – già stretto – perché Trenitalia è invece settata sugli zainetti dei sette nani.

Finito – nel peggiore dei modi – il capitolo moda, sono passate a un grande classico, il capitolo “uomini”, precipitando nell’abisso di tradimenti subìti – mai inferti – e di riflessioni poco alate sull’ammore. Questo le ha fatte solidarizzare con due amiche ultraquarantenni ultrarifatte – sempre dirette a Gallipoli – che liquiderei con un unico termine, definitivo: esaurite.

Ps
Ancora parlano di uomini: che tradiscono, che non capiscono, non sanno, stronzi, maledetti, figli di puttana, con un focus molto particolareggiato sulla compatibilità tra i sessi nello zodiaco… devo continuare? No, dai.

L’unica cosa che riesco a pensare in questo momento è che se fossi un uomo, le tradirei pure io.

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