Di ritorno a casa, con le buste della spesa, supero come faccio sempre, un’agenzia bancaria enorme che prende tutto un isolato e le cui grandi vetrate ti danno una visuale perfetta di quello che succede all’interno.

Con la coda dell’occhio mi accorgo che c’è una persona in piedi che fissa lo schermo del bancomat.
Non so perché ma mi fermo a guardarla.
Piange immobile, piange senza smorfie sul volto, come a volte piangono gli uomini.
Piange e anch’io piango con lui. Ferma come una cretina, con le buste che iniziano a pesarmi, come ancorata a quel posto disgraziato.
Piango per lui, sì, ma piango anche per quella volta che persi il lavoro e ci volle molta forza di volontà per non cadere in depressione.
Piango per tutte le volte che ho letto in passato “credito esaurito“, piango per le notti insonni, l’ansia di non riuscire ad arrivare a fine mese.
Piango, però, anche perché io sapevo perfettamente che avrei potuto chiamare la mia famiglia, fossi stata alle strette. E nonostante la vergogna e l’imbarazzo.

Lui non so.
Già, non so nulla di quest’uomo, vorrei potergli dire però che le cose andranno meglio, di non perdere la fiducia e di non vergognarsi mai.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...